La connessione umana

La connessione umana

In una recente intervista che ho rilasciato a “Parole di management”, la testata on line di ESTE (editore che da oltre 60 anni diffonde e fa crescere la cultura d’impresa in Italia) mi è stato chiesto perchè il Covid-19 andrebbe considerato anche come un’opportunità, oltre che una grave crisi.

Ho risposto che mantenere le relazioni e investire in formazione, oltre che nel lavoro a distanza, è stato in questo periodo anche un grande esperimento di cambiamento per le aziende. Che ha prodotto in molti casi risultati un tempo insperati.

Di regola più dell’80% dei progetti di Change management fallisce perché si trascura l’elemento umano su cui il coaching va a incidere: le prassi, le abitudini, l’inerzia.

Come nel mondo fisico un corpo lanciato nello spazio mantiene una certa velocità in assenza di forze che ne modifichino la direzione, lo stesso accade per gli esseri umani. Quando ci abituiamo a fare le cose in una determinata maniera, manteniamo quell’abitudine finché non interviene una forza esterna che ce la fa cambiare.

L’ultimo problema che ci dovremmo porre adesso è quello di tornare a fare le cose come prima: al contrario, dovremo porci l’obiettivo di farle in una maniera migliore.

Come tutte le grandi crisi, il Coronavirus nasconde anche grandi opportunità. Prima fra tutte, quella di imparare finalmente a gestire le persone non in base al tempo di lavoro, ma sulla base della qualità e quantità del lavoro svolto.

Lo abbiamo sperimentato in questi mesi: se non si investe sulla qualità della “connessione” ci si ritrova con performance scarse. Con la tecnologia è evidente, ma nelle persone lo stesso aspetto è spesso sottovalutato. Invece, bisogna imparare a gestire la qualità delle relazioni, a fissare obiettivi e valori.

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