Mentoring & supervisione di Coaching

Mentoring & supervisione di Coaching

Si tratta di due strumenti molto potenti (e su questo siamo tutti d’accordo), spesso percepiti come destinati allo sviluppo esclusivamente individuale e su questo non sono d’accordo, o meglio, sono solo parzialmente d’accordo.

Parlando ad un “livello micro”, indubbiamente due persone che effettuano mentoring manageriale o supervisione di coaching stanno lavorando sullo sviluppo professionale e personale del mentee/supervisionato arricchendone il bagaglio interpretativo esperienziale per catalizzare un development specifico, mirato, efficace e molto accelerato (come corollario anche il mentor/mastercoach supervisore ne ricaverà altresì un arricchimento del proprio bagaglio esperienziale di grandissimo valore umano e professionale).

Un esempio d’uso efficace che ho sperimentato, a questo livello “micro”, sono le mentorship/supervisioni che effettuo a favore di altri colleghi coach che si rivolgono a me per far decollare la propria attività di coaching organizzativo.

Il mio mentoring/supervisione con loro è contemporaneamente un’attività di business development, di supervisione delle tecniche usate e di stretching/trasformazione dell’approccio personale per arrivare a percepire la dimensione organizzativo-sistemica degli interventi da porre in essere, andando oltre la dimensione del coaching one to one.

In pratica costruiamo insieme le nuove lenti che serviranno per percepire le varie realtà in cui andranno ad operare come sistemi complessi e creare valore aggiunto nell’indirizzare questi sistemi verso outputs di maggiore efficacia e soddisfazione per tutti gli stakeholder interessati.

In aggiunta a questo, lavoriamo anche sul riuscire ad esprimere ai potenziali clienti il valore aggiunto di un intervento di coaching sistemico per far sì che questo valore aggiunto venga effettivamente percepito, desiderato, scelto ed implementato (business development).

Esiste anche un livello “macro” d’uso del mentoring/supervisione attraverso il quale, implementando, in un’azienda, un sistema strutturato di mentoring/supervisione, si può incidere positivamente sulla cultura aziendale nel suo complesso e trasformare organizzazioni energeticamente “bloccate” in organizzazioni votate al continuous development.

I vantaggi di questo uso del mentoring/supervisione sono enormi perché, a costi contenuti, si mobilitano tutte le risorse, energie e competenze esistenti in azienda, con la supervisione di un mastercoach esterno, indirizzando il funzionamento del sistema verso una “Learning organization” (Senge) ed una leadership positiva, instaurando una cultura di benessere organizzativo e di respons-abilizzazione individuale capillarmente diffusa.

L’ultimo intervento di questo tipo che ho personalmente curato è stato in una branch italiana di una società multinazionale.

Utilizzando una metodologia brevettata, insieme con HR Manager, Management Board e AD Italia, abbiamo costruito una mappatura delle competenze individuali presenti in azienda ed abbiamo creato delle coppie di peer-coaching nelle quali il dipendente più esperto faceva da mentor, con coach approach, al dipendente meno esperto nella singola competenza.

Ho formato alcune decine di mentor coach interni, costruendone le capacità di coach approach, con un breve percorso formativo iniziale e, soprattutto, con una mia supervisione durante il loro percorso di affiancamento ai loro colleghi coachee (circa tre/quattro mesi per coppia).

I risultati del programma, identificati dai partecipanti e dal management sono stati i seguenti:

  1. Accrescimento delle performance con più proattività, più sicurezza ed un approccio ai clienti ed ai problemi più efficace;
  2. Maggiore comprensione del ruolo, del contesto e delle proprie modalità operative;
  3. Maggiore sicurezza nell’azione professionale con un approccio più strategico, più focalizzato sui clienti, escludendo il “pilota automatico”, più programmatico e concreto nelle negoziazioni;
  4. Meno stress operativo;
  5. Aumento del senso di appartenenza e del team-working;
  6. Soddisfazione per la partecipazione al continuous improvement verso l’eccellenza personale e per il “fare squadra” in azienda;
  7. Richiesta di aumentare gli incontri coach-coachee, incrementare la supervisione del mastercoach ai mentor-coach interni, fornire + feedback dal management e fare più incontri per condividere le priorità, chiarire le strategie.

Come si vede, in questo programma, utilizzando un approccio sistemico di mentoring e supervisione si “sbloccano” energeticamente le barriere alla condivisione interna, attivando il dialogo intra ed inter personale indirizzando tutta l’organizzazione verso un fare squadra comune teso al continuous improvement.

A titolo esemplificativo, per cogliere meglio la portata dei risultati, riporto alcuni dei feedback espressi direttamente dai partecipanti sul programma:

Questa è la prima Azienda che mi ha proposto una esperienza così “densa”, mi ha fatto apprezzare l’essere al servizio della squadra apportando il mio contributo, spendendo energie per un risultato collettivo mantenendo la mia propria responsabilità e gratificando i miei risultati individuali.

Continuare su questa strada , il programma è un bel messaggio di condivisione che consente di valorizzare l’individualità senza perdere di vista la squadra.

Ha la capacità di farti “sentire al posto giusto” fin da subito, accrescere il rapporto interpersonale rafforza questa sensazione iniziale.

Grazie ad alcune modifiche del mio modo di rapportarmi in azienda (dentro e fuori) ho una maggiore padronanza del mio ruolo, dovuto all’utilizzo delle tecniche di coaching.

Con un solo intervento, quindi ed a costi ridotti si interviene simultaneamente sul clima aziendale, sulla disseminazione di coaching skills nella gestione manageriale e dei team, sulla creazione del teamworking, sulla leadership positiva (tutti i membri del Management Board fanno, anche loro parte del programma), sulla cultura del feedback, instaurando una comunicazione circolare empowerizzante (al posto di una top-down passivizzante) tesa alla respons-abilizzazione di tutte le persone e di tutti i team operanti in azienda verso gli obiettivi comuni, abbattendo “silos operativi”, attriti interfunzioni”, diffidenze personali e convinzioni limitanti.

A prima vista si sarebbe potuto pensare che questo tipo di risultati richiedesse vari interventi specifici sulle singole dimensioni da sviluppare, al bilancio finale, invece, risulta evidente come l’approccio sistemico complessivo abbia permesso di raggiungere la massa critica necessaria ed indispensabile per accendere la “reazione a catena” di empowerment collettivo.

Il coach ed il coaching hanno efficacia soprattutto se “fanno sistema” con tutte le competenze e le culture presenti in azienda e, a questo scopo, il mentoring e la supervisione si rivelano uno strumento importantissimo.

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