Si fa presto a dire “leader”

Si fa presto a dire “leader”

Una delle parole oggi più abusate è quella di “Leader”.

Questa etichetta, da sola, in realtà non definisce nulla, un “leader” sic et simpliciter è semplicemente un individuo che ha dei “follower”, dei seguaci.

Il punto fondamentale è:

QUALE tipo di leadership stai costruendo per te stesso o stai contribuendo a costruire collettivamente, nel lavoro, nella famiglia, nel sociale?

  1. una leadership positiva (che crea benessere per il leader, per i follower e per l’ecosistema che li ospita, nel breve, medio e lungo periodo);
  2. una leadership negativa (che genera utilità solo per il leader a scapito dei follower e/o dell’ecosistema ospitante e/o che non risulta sostenibile nel medio-lungo periodo);
  3. una leadership distruttiva (che danneggia tutti, dopo un certo periodo di tempo, persino lo stesso leader).

A vederlo scritto nero su bianco sembra evidente che tutti preferiremmo costruire e/o contribuire a leadership positive, ma la storia passata e recente abbonda di casi di leader distruttivi che hanno avuto grande seguito (es. Hitler, Stalin, ecc.).

Perché?

La risposta risiede nelle profondità dell’animo umano ed, in particolare, nei sistemi valoriali individuali, diversificati quanto lo sono le nostre impronte digitali e nei sistemi valoriali collettivi dei gruppi.

Nelle famiglie, nelle aziende, nelle scuole, nelle comunità, oggi, c’è un enorme bisogno di leader positivi, a tutti i livelli, dai genitori lungimiranti, allo sviluppatore sapiente dell’azienda piccola, media o grande che sia, all’e-ducatore, ecc. ecc. ecc..

Il punto cruciale diventa quindi:

TU, quale tipo di Leader e/o di Follower ti stai allenando a diventare, per quali obiettivi e con che metodo di allenamento?

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